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	<title> Emme Record Label &#187; Francesca Remigi</title>
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		<title>Francesca Remigi TOP JAZZ 2021</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jan 2022 15:55:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Moccia]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La giovanissima Francesca Remigi, classe 1996, &#8220;batterista versatile, compositrice sperimentale e improvvisatrice innovativa&#8221;, si aggiudica il Top Jazz 2021 come Miglior Nuovo Talento. Francesca dopo essere stata selezionata dal progetto di ItaliaJazz &#8220;Nuova Generazione Jazz 2021&#8243;, per la promozione della nuova scena jazz italiana, e dopo aver vinto il Premio &#8220;All You Have to Do [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La giovanissima Francesca Remigi, classe 1996, &#8220;batterista versatile, compositrice sperimentale e improvvisatrice innovativa&#8221;, si aggiudica il Top Jazz 2021 come Miglior Nuovo Talento. Francesca dopo essere stata selezionata dal progetto di ItaliaJazz &#8220;<em>Nuova Generazione Jazz 2021&#8243;, </em>per la promozione della nuova scena jazz italiana, e dopo aver vinto il Premio &#8220;All You Have to Do is Play&#8221; indetto dal Tube Recording Studio, ottiene in questi giorni uno dei massimi riconoscimenti della Musica italiana, ovvero il 1° Premio come Miglior Nuovo Talento 2021 ex aequo con Anais Drago, oltre al 2° Premio agli Archipelagos come Miglior Band italiana 2021. Ne abbiamo approfittato per complimentarci con lei via whatsapp (in questi giorni Francesca suona al Panama Jazz Festival) e per farle qualche domanda.</strong></p>
<blockquote>
<blockquote><p>&nbsp;</p>
<div>
<blockquote><p>Francesca innanzitutto le nostre congratulazioni. Hai appena ricevuto il Top Jazz, tra i Premi musicali più importanti sulla scena musicale italiana. Il tuo nome è al fianco di artisti che hanno fatto la storia del Jazz nazionale ed internazionale.  Te lo aspettavi?</p></blockquote>
</div>
<div></div>
<div></div>
<div><em>Grazie mille! Diciamo che già dall’estate passata si vociferava di una possibile nomina per questo Top Jazz 2021. In realtà prima di ricevere il messaggio di conferma da Luca Conti, direttore di MusicaJazz, non ho mai dato troppo peso alle voci di corridoio. Alimentano aspettative che la maggior parte delle volte causano solo frustrazione e delusioni inutili. In tutta sincerità, non avrei mai pensato che un progetto tutto sommato sperimentale e di non facile ascolto come Archipélagos potesse destare tanto interesse da parte della critica. La notizia della vittoria del Top Jazz è stata quindi una grandissima sorpresa, a conferma che caparbietà, costanza e duro lavoro vengono ripagati!</em></div>
<div><a href="http://www.emmerecordlabel.it/wp-content/uploads/2022/01/MJCD-1391-1280.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3463" src="http://www.emmerecordlabel.it/wp-content/uploads/2022/01/MJCD-1391-1280-1024x770.jpg" alt="MJCD-1391-1280" width="1024" height="770" /></a></div>
<blockquote><p>Riavvolgiamo il nastro al 2020. La realizzazione dell’Album ti ha richiesto una serie di riprogrammazioni legate alla pandemia. Hai mai pensato che questo progetto non avrebbe mai preso piede?</p></blockquote>
<div></div>
<div></div>
<div><em>Assolutamente sì. Ad aprile/maggio 2020, mentre riprogrammavo le registrazioni al TubeStudio per la terza volta di fila, ricordo di aver seriamente pensato di gettare la spugna. Ogni settimana le restrizioni venivano inevitabilmente prolungate, i voli cancellati e amici e colleghi continuavano ad ammalarsi: sembrava che il karma non giocasse molto a mio favore. Fortunatamente con l’arrivo dell’estate e l’allentarsi delle normative anti Covid, ci è stato finalmente possibile raggiungere Roma e portare a termine la registrazione del disco. </em></div>
<div><b> </b></div>
<div style="text-align: center;"><strong> [una clip video realizzata durante le recording session di Archipélagos]</strong></div>
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<div><a href="http://www.emmerecordlabel.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_3853.mov" rel="attachment wp-att-3467"><img class="alignnone wp-image-3467 size-large" src="http://www.emmerecordlabel.it/wp-content/uploads/2022/01/Remigi-Top1-1024x1024.png" alt="Remigi Top" width="1024" height="1024" /></a></div>
<div></div>
<div></div>
<blockquote><p>In questi ultimi mesi hai vinto numerosissimi Premi, aggiungiamo meritatamente, vista l’originalità e la qualità della proposta. Aggiudicandoti il nostro “All You Have to do is Play” hai avuto l’opportunità di realizzare il tuo progetto al Tube Recording Studio. Ci racconti la tua esperienza? Quanto è stato complesso suonare, scrivere e dirigere un ensemble così ampio?</p></blockquote>
<div></div>
<div></div>
<div><em>Sicuramente la vittoria del bando All You Have to do is Play è stata il trampolino di lancio per il mio progetto!  La registrazione de Il Labirinto dei Topi in uno studio all’avanguardia e ben attrezzato come il TubeStudio e la pubblicazione tramite un’etichetta conosciuta come Emme Record Label hanno sicuramente posto le basi per una potenziale buona riuscita del mio primo album. Grazie alla presenza di tematiche extra musicali a cui ciascun brano si ricollega, mi è stato facile creare uno storyboard mentale per ogni composizione. Ciò mi ha spinta sin da subito ad immaginare diverse soundtrack di ogni scena della mia narrazione, così da crearmi una visione abbastanza chiara del materiale musicale che sarei andata ad utilizzare ancor prima di iniziare a scrivere. Volutamente ho deciso di lasciare tanta libertà creativa ai miei musicisti, le cui influenze e scelte musicali a mio parere arricchiscono profondamente il suono d’insieme della band. Come leader del progetto, confermo che l’aspetto più difficoltoso del lavorare in sestetto sia la parte logistica e organizzativa. </em></div>
<div><b> </b></div>
<div style="text-align: center;"><strong> [Backstage<strong> di Archipélagos</strong> al Tube Recording Studio ]</strong></div>
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</div>
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<a href='https://www.emmerecordlabel.it/francesca-remigi-top-jazz-2021/img_3831/'><img width="150" height="150" src="https://www.emmerecordlabel.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_3831-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail" alt="Federico Calcagno" /></a>
<a href='https://www.emmerecordlabel.it/francesca-remigi-top-jazz-2021/img_3839/'><img width="150" height="150" src="https://www.emmerecordlabel.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_3839-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail" alt="Francesca Remigi" /></a>
<a href='https://www.emmerecordlabel.it/francesca-remigi-top-jazz-2021/img_3847-2/'><img width="150" height="150" src="https://www.emmerecordlabel.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_38471-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail" alt="Ramon van Merkenstein" /></a>
<a href='https://www.emmerecordlabel.it/francesca-remigi-top-jazz-2021/img_3844/'><img width="150" height="150" src="https://www.emmerecordlabel.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_3844-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail" alt="Claire Parsons" /></a>
<a href='https://www.emmerecordlabel.it/francesca-remigi-top-jazz-2021/img_3841/'><img width="150" height="150" src="https://www.emmerecordlabel.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_3841-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail" alt="Simon Groppe" /></a>
<a href='https://www.emmerecordlabel.it/francesca-remigi-top-jazz-2021/img_3852/'><img width="150" height="150" src="https://www.emmerecordlabel.it/wp-content/uploads/2022/01/IMG_3852-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail" alt="Archipelagos" /></a>

</div>
<div><b> </b></div>
<blockquote><p>Si prospetta un 2022 di fuoco. Puoi anticiparci già i “live” in cui porterai il tuo Archipelagos?</p></blockquote>
<div></div>
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<div><em>Oltre al concerto per il Fara Music Festival da voi organizzato, abbiamo in programma qualche data con Nuova Generazione Jazz, tra cui Novara Jazz Festival il 12 giugno, Edimburgh Jazz &amp; Blues festival dal 22 al 24 luglio, Sile Jazz a luglio ed il Festivalle (Agrigento) a inizio Agosto. Al momento, sono alle prese con l’organizzazione di un piccolo tour in Belgio e Olanda programmato per fine giugno. </em></div>
<div><b> </b></div>
<div style="text-align: center;"><strong>[Uno degli ultimi live di Francesca Remigi]</strong></div>
<div><a href="http://www.emmerecordlabel.it/wp-content/uploads/2022/01/©_soukizy.com-2021_5D__DSC4199.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-3478" src="http://www.emmerecordlabel.it/wp-content/uploads/2022/01/©_soukizy.com-2021_5D__DSC4199-1024x684.jpg" alt="©_soukizy.com-2021_5D__DSC4199" width="1024" height="684" /></a></div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div>Release: <a href="http://www.emmerecordlabel.it/release/il-labirinto-dei-topi/">Ascolta l&#8217;Album sul portale della Emme Record Label</a></div>
<div>Social: <a href="https://www.facebook.com/fraremigidrums">Segui Francesca attraverso la sua Fanpage</a></div>
</blockquote>
</blockquote>
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		<title>Federico Calcagno, &#8220;Miglior Nuovo Talento Italiano&#8221; #topjazz</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2021 19:20:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Moccia]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Federico Calcagno si aggiudica il Top Jazz 2020 come &#8220;Miglior Nuovo Talento Italiano&#8221;. Milanese, classe 1995, Federico ha studiato clarinetto classico, per poi avvicinarsi al Jazz. Approfondisce lo studio del clarinetto basso e l&#8217;esperienza musicale ed umana in Olanda diviene illuminante. Nel 2019 esce per la Emme Record Label &#8220;From another Planet&#8221;. A distanza di un [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Federico Calcagno si aggiudica il Top Jazz 2020 come &#8220;Miglior Nuovo Talento Italiano&#8221;. Milanese, classe 1995, Federico ha studiato clarinetto classico, per poi avvicinarsi al Jazz. Approfondisce lo studio del clarinetto basso e l&#8217;esperienza musicale ed umana in Olanda diviene illuminante. Nel 2019 esce per la Emme Record Label &#8220;From another Planet&#8221;. A distanza di un anno collabora al progetto discografico di Francesca Remigi &#8220;Il Labirinto dei Topi&#8221; sempre prodotto dalla Emme Record Label. Ne abbiamo approfittato per fare quattro chiacchiere con lui, ascoltare un po di musica e congratularci per i premi ottenuti.</strong></p>
<p><em>Un 2020 complicato per i musicisti e per la musica dal vivo si è rivelato un anno pieno di soddisfazioni per te Federico. Prima il Premio Nuova Generazione Jazz, e da poche ore il Top Jazz come Nuovo Talento. Quali le sensazioni e le emozioni che stai provando?</em></p>
<p>Senza dimenticarci anche il <strong>Premio Internazionale Giorgio Gaslini 2020</strong>, conferitomi da <strong>Franco d’Andrea</strong> lo scorso luglio. Sembra quasi un paradosso ottenere tutti questi riconoscimenti in un momento in cui la musica dal vivo è completamente morta, e non poter mostrare effettivamente la mia personalità in una situazione performativa, sul palco, davanti al pubblico. Certamente, si possono ascoltare sempre i miei dischi comodamente a casa, ma ciò non potrà mai sostituire l’esperienza di un concerto live nel quale i corpi degli ascoltatori sono messi in vibrazione dalle frequenze prodotte dagli strumenti musicali, e non da dispositivi digitali.<br />
Ovviamente l’emozione è forte, suscita una gran voglia di restare in movimento con i progetti, senza fermarsi. Tuttavia oggi è un momento di rabbia e rassegnazione nei confronti della realtà del non potersi esibire e non poter vedere concretamente la luce di questo tunnel in cui siamo finiti.<br />
Nonostante tutto, il mio entusiasmo non si spegne, e confessando un piccolo segreto non manca un po’ d’ansia di prestazione dopo aver ricevuto questi riconoscimenti, come non manca la voglia di mettersi in gioco, affrontare nuove avventure e creare nuova musica.</p>
<p><em>Talento, e tanto sacrificio per raggiungere questi traguardi così ambiziosi. Che genere di percorso hai dovuto affrontare per raggiungere questi risultati?</em></p>
<p>Ho creduto fino in fondo alle mie idee, e fatta tanta fatica per realizzarle. Tutto ciò che ho compiuto fin ora non l’ho fatto per vincere determinati premi ma per giungere alla soddisfazione artistica personale &#8211; ovviamente sono molto contento che i miei sforzi siano stati premiati dalla critica. La passione che nutro per la musica va al di là di perfezionare le abilità virtuosistiche sullo strumento e scavalca le barriere culturali tra diversi generi musicali; nel famoso aforisma di «senza musica la vita sarebbe un errore» sostituirei la parola “musica” con “arte”, perché penso che l’artista &#8211; nel mio caso nelle vesti di musicista &#8211; abbia il compito di accendere le coscienze, e non “accarezzarle” solamente con l’intrattenimento.</p>
<p>Il mio percorso non è stato particolarmente chiaro e facile fin dall’inizio, poiché sappiamo che il clarinetto non è uno strumento così popolare nel jazz di oggi come il piano, il sassofono o la tromba. Difatti ho studiato clarinetto in un contesto classico per poi passare gradualmente al jazz.<br />
La scelta di approfondire il clarinetto basso mi ha aperto la possibilità di fare una nuova esperienza musicale in Olanda, e proprio ad Amsterdam ho potuto sviluppare al meglio la mia identità artistica entrando in contatto con musicisti internazionali; così sono capitate diverse situazioni di arricchimento e crescita musicale.</p>
<p><em>Nonostante la tua giovane età hai già due progetti da leader in distribuzione e fai parte anche di altri ensemble in veste di sideman. Quanta importanza hanno avuto nella tua crescita artistica gli ultimi progetti discografici realizzati?</em></p>
<p>Il mio ultimo lavoro discografico da leader,<em> Liquid Identities</em>, ha avuto una certa valenza poiché è il primo disco in cui presento solo brani originali, mostrando un distacco estetico con il mio primo disco <strong><em>From Another Planet</em></strong>, dedicato a <strong>Eric Dolphy</strong>. <em>Liquid Identities </em>rientra nella contemporaneità, ovvero nell’evoluzione di un linguaggio così complesso che viene chiamato (ancora oggi) jazz.<br />
Detto ciò, non do meno importanza al mio primo progetto discografico poiché mette più in luce la  relazione col passato e i riferimenti di uno strumento raramente approfondito &#8211; il clarinetto basso.<br />
Gli ultimi progetti discografici attualmente pubblicati in cui sono presente nelle vesti di sideman o co-leader sono <strong><em>Il Labirinto dei Topi</em> </strong>di <strong>Francesca Remigi</strong> <strong>(<em>Archipelagos</em>)</strong>, <em>This Is in Everything We Do</em> di <em>Aviv Noam 4et</em> e <em>Introspection </em>di <em>Fade in Trio. </em>Il primo ha avuto molto rilievo poiché si tratta di un gruppo internazionale costituitosi a Bruxelles, per il quale Francesca Remigi ha scritto una serie di composizioni impegnative che mi conferiscono un ruolo importante nelle vesti di interprete e improvvisatore/solista. Oltretutto l’album rappresenta un debutto discografico coi fiocchi per la batterista bergamasca e ne sono molto grato.<br />
Segnalo la presenza di quattro mie composizioni nell’album sopracitato <strong><em>This Is in Everything We Do </em></strong>poiché testimoniano la mia attività di compositore al di fuori di <em>Liquid Identities</em>, insieme all’EP di <em>Fade in Trio, Introspection</em>. Quest’ultimo lavoro mi vede nelle vesti di co-leader assieme agli altri membri del trio: Pietro Elia Barcellona al contrabbasso e Marco Luparia alla batteria.</p>
<p><em>Tra i premi ottenuti nel 2020 anche il tuo “From another Planet” album edito dalla Emme Record Label, inserito nei migliori 100 Album Jazz dalla Rivista Jazz It. Un progetto innovativo che dimostra la tua grande conoscenza per la tradizione. Quanto la tua musica è condizionata dalle grandi figure del Jazz statunitense (l’album è un tributo a Eric Dolphy) e quanto i nuovi linguaggi del Jazz europeo?</em></p>
<p>In generale la musica che scrivo e suono oggi è influenza da tutte le mie conoscenze, esperienze e interessi sviluppati fin ora, includendo molteplici generi tra cui “bebop”, “hard-bop”, “free-jazz”, “creative music”, musica “non idiomatica”, musica barocca, classica, contemporanea, africana e indiana. Senza ombra di dubbio la musica di <em>From Another Planet</em> ricalca determinate sonorità presenti negli anni ’60 a New York di derivazione “post bop”/“hard-bop”; si pensi non solo alla musica di Dolphy ma anche a quella di <strong>Andrew Hilll, Bobby Hutcherson, Jackie Maclean, Joe Henderson, Booker Little, Sam Rivers, Ornette Coleman</strong>…</p>
<p>E’ noto che Eric Dolphy studiò musica classica (a differenza di molti suoi colleghi) e sviluppò un particolare interesse verso la musica di <strong>Debussy, Ravel, Webern</strong> – non a caso il primo movimento della suite <strong><em>Jim Crow</em></strong> è aperto da un tema dodecafonico – e Edgard Varèse, arrivando a suonare la composizione <em>Density 21.5</em> per flauto solo. Un altro elemento che testimonia quanto Dolphy fosse interessato alla musica d’origine europea è il brano <strong><em>Gazzelloni</em></strong>, contenente intervalli melodici ed elementi formali inconsueti e innovativi rispetto alla tradizione della musica afroamericana. Lo stesso brano costituisce un omaggio al celebre flautista italiano Severino Gazzelloni, grande interprete soprattutto di musica classica (e non solo).<br />
Come Dolphy cerco di essere il più ricettivo possibile e includere nella mia musica svariate influenze. I frutti di questo processo sono ben visibili nel mio ultimo lavoro discografico <em>Liquid Identities</em>.</p>
<p><em>Per concludere cosa ti aspetti da questo anno e che progetti hai che bollono in pentola?</em></p>
<p>Mi aspetto che il nuovo anno porti lentamente ad una ripartenza degli spettacoli dal vivo. Credo che sia per i musicisti che per gli spettatori l’inattività non potrà continuare per molto. Spero grazie al <strong>Premio</strong> <strong>Nuova Generazione Jazz </strong>promossa da<strong> I-Jazz</strong> di far conoscere il mio sestetto <strong><em>The Dolphians</em></strong> in tutta la penisola e perché no, anche all’estero. Inoltre, probabilmente il mio quintetto olandese <em>Liquid Identities </em>si esibirà finalmente in Italia, ma ancora non posso annunciarlo ufficialmente.<br />
Una importantissima notizia è l’uscita della mia prima produzione indipendente: <em>Urlo d’Ebano</em>. Si tratta di un album registrato in solo durante la seconda ondata pandemica, sovra-incidendo clarinetti su clarinetti fino ad arrivare ad eseguire composizioni originali scritte per settimino. L’album uscirà venerdì 26 febbraio solamente in formato digitale su tutte le piattaforme. Per più informazioni e aggiornamenti vi invito a visitare il mio sito web (<a href="http://federicocalcagno.com/">federicocalcagno.com</a>).</p>
<p>Aggiungo anche che quest’anno usciranno altri due album in cui ho avuto il piacere di partecipare come sideman nei progetti di <em>Adrian Moncada 6et</em> e <em>Jort Terwijn Onder, </em>entrambi attivi ad Amsterdam.</p>
<p><strong>Nella Playlist alcuni tra i brani citati da Federico durante l&#8217;intervista. Buon Ascolto</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="embedded-video"><iframe width="300" height="380" allowtransparency="true" frameborder="0" allow="encrypted-media" title="Spotify Embed: Federico Calcagno" src="https://open.spotify.com/embed/playlist/6HtJzGZReCdUhJS20kJxW0?si=a7B4HRxXSzaetKnRjNsAfw"></iframe></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Francesca Remigi su Extra Music Magazine #intervista</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2021 14:18:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Moccia]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Extra Music Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Remigi]]></category>
		<category><![CDATA[Il Labirinto dei Topi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Un piccolo estratto dall&#8217;intervista alla batterista Francesca Remigi &#8220;Archipélagos&#8221; pubblicata nella risvista Extra Music Magazine. Si parla del disco &#8220;Il Labirinto dei Topi&#8221; uscito per l&#8217;etichetta Emme Record Label. &#8220;Archipélagos è un progetto nato a Bruxelles nell’aprile 2019, con l’intento di sperimentare un mio nuovo repertorio costituito da brani ritmicamente complessi e ispirati ai miei studi nell’ambito [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Un piccolo estratto dall&#8217;intervista alla batterista Francesca Remigi &#8220;Archipélagos&#8221; pubblicata nella risvista Extra Music Magazine. Si parla del disco &#8220;Il Labirinto dei Topi&#8221; uscito per l&#8217;etichetta Emme Record Label.</p>
<p><em><b>&#8220;Archipélagos</b> è un progetto nato a Bruxelles nell’aprile 2019, con l’intento di sperimentare un mio nuovo repertorio costituito da brani ritmicamente complessi e ispirati ai miei studi nell’ambito della musica carnatica indiana.&#8221;</em></p>
<p>Potete leggere il resto dell&#8217;articolo cliccando <a href="http://xtm.it/DettaglioIntervisteMonografie.aspx?ID=20797#sthash.Ejr6whu4.dpbs" target="_blank">qui</a>.</p>
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