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Dal pop al jazz passando per la lirica. Chi è Sara Simionato? #undersee

Diplomata in canto Jazz, dopo aver studiato canto lirico, e protagonista di progetti che vanno dal pop al Free Jazz, Sara Simionato ha composto, scritto i testi, arrangiato, registrato il pianoforte e soprattutto ha avuto la sensibilità di guidare un quartetto di ottimi musicisti senza mai prevalere. Il 30 Dicembre uscirà per la Emme Record Label il suo “Undersee”. Ne abbiamo approfittato per farle qualche domanda.

Ciao Sara, un progetto  d’esordio che dimostra una notevole maturità compositiva, come nasce l’idea “Undersee”?

Il progetto UnderSee è il frutto di un’idea maturata nel corso del tempo. In questi ultimi quattro anni ho cominciato a scrivere dei brani che non sapevo bene come collocare dal punto di vista stilistico; sono rimasti nel mio telefono come registrazioni in piano e voce finché non ho deciso di provare a dargli una veste elettronica e più aggressiva. Nel 2019 ho organizzato una prova con gli attuali musicisti del gruppo (Francesco Pollon, Luca Zennaro e Cristian Tiozzo) e i brani hanno in un certo senso preso vita da soli. Trovare un sound per i miei pezzi è stato molto più semplice di quanto pensassi e nel giro di qualche mese abbiamo messo su praticamente tutto il repertorio del disco. Gli interludi sono nati successivamente da una mia idea di rendere il disco un racconto che vada ascoltato da capo a coda.

Hai composto 9 su 11 brani del disco Undersee, sei autrice di 7 testi, hai arrangiato tutto l’album e suonato il piano in due tracce? Numeri importanti per una giovanissima compositrice. Vuoi raccontarci quanto lavoro ti è costato questo progetto?

È stato un lavoro sicuramente impegnativo ma sorprendentemente molto spontaneo. Ho scritto questi brani quasi di getto perché quando ho l’esigenza di raccontare qualcosa l’ispirazione viene quasi da sé. Per quanto riguarda gli arrangiamenti devo ringraziare anche i miei fantastici musicisti che hanno saputo arricchire il progetto con le loro idee. Abbiamo trovato assieme un sound che ci rappresentasse e il mio intento era proprio quello di creare degli arrangiamenti dove ogni componente del gruppo potesse avere il suo spazio. La parte più difficile è stata forse quella di registrare il piano; nonostante lo suoni fin da piccola mi sono sempre sentita in soggezione a suonarlo di fronte ad altre persone. Ho deciso di registrare due interludi in piano e voce con il pianoforte di casa mia sia per mettermi alla prova che per mostrarmi agli ascoltatori nei momenti più intimi tra me e lo strumento, quando i miei pezzi prendono vita.

Oltre che dalla cultura afroamericana, in questo Album tornano spesso riferimenti alla cultura giapponese. Vuoi parlarcene?

Sono sempre stata affascinata dalla cultura giapponese ma ciò che mi ha colpita di più in questo periodo sono proprio gli Haiku, poesie di tre versi che esprimono l’istantanea di un momento in modo suggestivo. Alcune sono dei piccoli capolavori e ho pensato che si adattassero bene all’idea che volevo dare negli interludi: una piccola parentesi che in pochi minuti e con poche note vuole esprimere un sentimento. 

“Undersee” esce a cavallo tra il 2020 e il 2021, cosa ti aspetti per il nuovo anno? 

Spero che l’anno nuovo porti la possibilità di far sentire la mia musica al pubblico, sia via internet ma soprattutto di persona. Scrivo musica per raccontarmi, ma anche per esprimere qualcosa che possa essere interpretato sotto vari punti di vista, nella speranza che ogni ascoltatore si ritrovi tra note e parole. Mi auguro che il 2021 sia pieno di musica dal vivo e condivisione di emozioni in carne ed ossa.

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