Un progetto in cui i suoni del Mediterraneo si sposano con un jazz moderno, melodico, spesso dai tratti minimali. Questa l’essenza di 43° Parallelo, disco d’esordio del chitarrista Paride Pignotti registrato presso il Tube Recording Studio ed uscito il 12 settembre 2018 per l’etichetta discografica Emme Record Label. Completano la formazione Seby Burgio al pianoforte, Alberto Fidone al contrabbasso, Alessandro Marzi alla batteria e, come special Guest nella traccia “How Deep is the Ocean”, Nate Birkey, trombettista americano. Il titolo del disco rappresenta in toto un omaggio a Grottammare, città Natale del chitarrista marchigiano, dove per l’appunto passa il 43° parallelo e dove parte l’ispirazione che ha portato alla nascita di queste composizioni. Non è casuale, infatti, che parliamo di un lavoro dall’acuto senso melodico, caratterizzato da brani spesso acustici dove si respira l’aria delle coste frastagliate del Mediterraneo.

Non manca, però, uno sguardo verso il jazz moderno grazie all’utilizzo di metriche sincopate e tempi dispari che, unite a queste melodie dirette e cantabili, regalano una musica dai connotati stilistici ben precisi. E’ la tradizione della penisola che si sposa con un jazz internazionale, moderno e perfettamente in linea con quello che si ascolta in Europa nell’ultimo decennio.

Il disco di Paride Pignotti si apre con Eva, track quasi totalmente acustica tra le più melodiche e dedicata ad una figura femminile. Il brano di apre con una melodia dolce, rilassata, dove la chitarra diventa un tutt’uno con gli altri strumenti ed è sempre al servizio dell’interplay. Parliamo infatti di una composizione malinconica, dalle sonorità mediterranee, contraddistinta da note in sospeso e da crescendo e diminuendo che danno dinamismo a tutto l’andamento. Anche il secondo brano, Angry Man si caratterizza per toni acustici e per una melodia nitida e determinata, ma a differenza del precedente è più ritmato e dinamico, senza mai togliere niente alla sua cantabilità innata.

43° Parallelo, invece, title track dell’album, è un brano più moderno, dove il fraseggio della chitarra elettrica ben si sposa con un andamento swing ed un walking bass molto incalzanti, perfettamente in linea con il jazz di matrice europea. My Foolish Heart è il brano finale del disco eseguito in solo: uno standard jazz molto conosciuto che chiude elegantemente il disco e allo stesso tempo rappresenta un forte legame con quella tradizione che, rivisitata in chiave moderna, acquisisce una luce diversa e del tutto particolare.

paride pignotti