Un trio crossover che rappresenta un punto di incontro tra il jazz e l’elettronica e che supera ogni tipo di catalogazione. Si presentano così i Bear Trip, band composta da Lewis Saccocci alle tastiere e synth, Gianmarco Tomai al basso e synth e Nicolò Di Caro alla batteria, che il 30 aprile 2018 ha pubblicato l’omonimo disco con l’etichetta Emme Record Label. Diverse le influenze musicali che fanno parte del Dna di questa formazione: dal jazz, presente soltanto come punto di partenza, fino a raggiungere il rock in tutta la sua potenza, passando per il funk e addirittura la Drum & Bass. Linguaggi che si incontrano, che si intrecciano e che creano un approccio completamente nuovo in cui l’elettronica diventa elemento importante quanto l’armonia. Con i Bear Trip, infatti, l’uso dei Synth si sposa con strutture mutevoli che incorniciano i momenti solistici, mai necessariamente punto di arrivo del climax compositivo. Un contesto in cui suono diventa una parte fondamentale delle composizioni, nelle quali i temi si sviluppano e si avvicendano in un continuo dialogo tra melodia e groove. Il risultato è un progetto che oltre a fondere diversi stili disegna un paesaggio sonoro completamente nuovo dove momenti minimali, si alternano ad esplosioni di energia pura.

Tra i brani più rappresentativi del trio citiamo senza dubbio All you lead is Love, track che apre il disco e che si caratterizza per un groove incalzante dove i sintetizzatori e le tastiere giocano un ruolo determinante nel creare l’atmosfera. Tutto questo, lasciando ampio spazio all’improvvisazione, alla creatività e all’interplay, anch’esso caratteristica determinante della band. Fernet, secondo brano del disco, è invece una composizione dal sapore avanguardistico, caratterizzata da sonorità aggressive che sembrano disegnare un paesaggio post industriale. Anche in questo caso sono i sintetizzatori a fare la differenza e ad impreziosire l’armonia, la composizione e tutto ciò che fa parte della composizione in generale. Simile al precedente per certi versi, Frenckhood è un brano caratterizzato da un forte dualismo: dopo un inizio potente e dai toni decisamente scuri, arriva una parte più distesa, caratterizzata da un ritmo più cadenza e rilassato che poi sfocia in un’esplosione di energia. SR148 è invece una composizione molto diversa, dai connotati quasi onirici che lascia ampio spazio ad un’improvvisazione che si avvicina al jazz, senza mai distogliere lo sguardo a quella ricerca sonora che caratterizza l’anima dei Bear Trip: un trio che ama fondere i linguaggi tra un’avanguardia ed una sperimentazione che fanno tesoro di tante tradizioni musicali per creare qualcosa di nuovo.

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