Un progetto fresco, dinamico, che spazia tra composizioni moderne e quel jazz degli anni ’60 che subiva l’influsso dei grandi innovatori. Si presenta così From Another Planet, disco pubblicato da Emme Record Label il 18 febbraio 2019, che porta la firma di Federico Calcagno & The Dolphians, formazione in sestetto a prevalenza di fiati che, a seconda dei brani, subisce variazioni partendo dal quintetto fino ad arrivare al settimino (quest’ultimo l’organico più grande): completano la band una solida sezione ritmica con vibrafono. Un lavoro solido e ben strutturato che il clarinettista milanese dedica al leggendario musicista afroamericano Eric Dolphy, polistrumentista e musicista di grande influenza nella storia del jazz, conosciuto per essere stato sideman di John Coltrane, Oliver Nelson, George Russell. Nel “sound” del gruppo riecheggiano atmosfere tipiche delle registrazioni BlueNote degli anni ’60, arricchite con sfumature ritmiche moderne. Il risultato è una musica fresca, piena di interazioni e di grande entusiasmo collettivo, dove il free jazz, che all’epoca si imponeva al grande pubblico, si sposa con la musica d’insieme grazie ad una band (e soprattutto ad un leader) dal grande talento compositivo. Federico Calcagno, dunque, abile tessitore di armonie e melodie propone composizioni originali dal grande impatto sonoro collegate a rielaborazioni moderne di alcuni brani di Dolphy contenuti nell’ultimo capolavoro “Out to Lunch”, pietra miliare della storia del jazz.

Tra i brani più interessanti del disco citiamo in prmis la title track From Another Planet caratterizzata da una tensione che ciclicamente cresce e diminuisce. In questa composizione spicca il contributo della batteria, collante tra una sezione tematica e l’altra, ed il duetto solistico tra sax alto- e clarinetto basso. Solitary Journey for Bass Clarinet è invece una composizione affidata al clarinetto basso, la cui armonia e ritmo sono rispettivamente ispirati dai modi di Olivier Messiaen e dalla musica Carnatica tipica del Sud dell’India. Nello sviluppo del brano l’improvvisazione prende forma in maniera spontanea partendo dal materiale scritto, agendo come libero flusso creativo, fecondo, fantasioso, e mostrando le enormi capacità espressive e tecniche del clarinetto basso. La ballad Respiri mette in luce un contrappunto tra tre linee melodiche e mostra una ricerca timbrica data dall’utilizzo di tre clarinetti e l’unisono tra clarinetto basso e contrabbasso.

Jim Crow Suite è, invece, una rielaborazione originale di uno dei lavori meno conosciuti di Eric Dolphy, pubblicato postumo solo nel 1987 in “Other Aspects”, per Blue note records. Le cosiddette “Leggi Jim Crow”, le quali servirono a creare e mantenere la segregazione razziale in tutti i servizi pubblici della maggior parte dei singoli stati USA, furono inizialmente abolite tramite il Civil Right Act del 2 luglio 1964, ovvero solo qualche giorno dopo la scomparsa di Dolphy, avvenuta il 29 giugno dello stesso anno. La musica della suite celebra l’odio profondo verso il razzismo e condanna i gesti crudeli scaturiti dalla sua ignoranza, purtroppo ancora assai presente nell’odierna società. Negli arrangiamenti in settimino con 4 fiati (flauto, sax alto, tenore, clarinetto basso) emergono improvvisazioni infuocate, agitazioni collettive, duetti estemporanei, ricerca poliritmica e armonie sia taglienti che graziose.

Line-up ufficiale
Federico Calcagno – clarinetto basso, clarinetto
Ginluca Zanello – sax alto
Luca Ceribelli – sax soprano/tenore
Andrea Mellace – vibrafono
Stefano Zambon – contrabbasso
Stefano Grasso – batteria

 

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