Un progetto che rappresenta un crocevia tra jazz, musica mediterranea e tradizioni popolari che in una dimensione prettamente acustica abbraccia anche la musica classica. E’ questa l’essenza di Taccuino di Jazz Popolare, nuovo disco del chitarrista e compositore Giovanni Palombo che esce il 11 settembre 2019 per l’etichetta Emme Record Label. Un lavoro fresco ed originale che raccoglie le più recenti composizioni del band leader e che ben riassume le idee artistiche di un musicista versatile e raffinato. Il taccuino è, infatti, un vero block notes fatto di notazioni musicali, idee e scampoli di brani che nel corso del tempo sono diventate vere e proprie composizioni. Il jazz è popolare perché tutti questi brani attingono da un patrimonio musicale ampio che contiene elementi di musiche diverse impiantate in un contenuto jazz.  I brani, tutti originali (tranne una piccola eccezione) sono eseguiti sia dal quartetto Camera Ensemble che vede oltre al chitarrista la presenza di Gabriele Coen (sax-clarinetto), Benny Penazzi (violoncello), Francesco Savoretti (percussioni); che dal duo chitarra-organetto con Alessandro D’Alessandro e da quello con Pasquale Laino (chitarra-sax, electronics). L’insieme musicale del quartetto si esprime in modo cameristico, con arrangiamenti che diventano il vero punto d’incontro tra le sonorità di strumenti che si amalgamano perfettamente: le corde di chitarra e violoncello, i fiati e le percussioni rimandano a suoni europei e mediterranei con una forte componente melodica e cantabile, ma anche con la presenza di spazi improvvisativi e di tessiture jazz che pongono la musica di Palombo nell’ambito del jazz italiano.

Il disco si apre con A Touch of Oregon, track che rappresenta un vero e proprio omaggio agli Oregon e in particolare al chitarrista della band Ralph Towner. Scarborough Fair è invece un’antica canzone folk che viene interpretata in una chiave folk-jazz. Retrobottega di Barbiere è un omaggio al maestro Gino Palombo dove si la storia di tutti quei musicisti che, nei tempi passati, guadagnavano da vivere facendo mestieri come il Barbiere, trasformando il backshop in una vera e propria sala prove. Folk Danza è una interpretazione della danza popolare italiana, per organetto e chitarra, mentre Meltemi è una resa musicale del vento dell’Egeo. La Preghiera della Madre è un brano dedicato alla madre dell’autore dal quale trasuda un amore senza tempo. A Li Santi Vecchi Nun Se Dà Più Incenso è un altro brano popolare il cui titolo trae spunto da un vecchio proverbio del dialetto di Roma che sta a significare che “Nessuno onora i vecchi santi”. Scena Tango, è una composizione che attinge chiaramente dalla tradizione musicale argentina, mentre Luna Rossa a Istanbul rappresenta la fotografia di un momento in cui la Luna, durante un’eclissi lunare vista proprio ad Istanbul, diventa di color rosso acceso.

Giovanni Palombo suona chitarra acustica e classica, utilizzando lo stile fingerstyle, cioè il tocco delle dita della mano destra senza plettro. I concerti di Palombo oltre che in quartetto, si presentano spesso anche per sola chitarra acustica, oppure in duo, come è testimoniato da alcune tracce del CD che lo vedono in una originale formula chitarra-organetto (con Alessandro D’Alessandro, esponente della musica popolare, ma innovatore e maestro del proprio strumento), oppure nel duo con Pasquale Laino, eclettico sassofonista e utilizzatore di live electronics. Il disco è stato registrato in una formula “live studio”, come si fa quasi sempre nel jazz. I brani sono eseguiti live dai musicisti in diverse take, di cui si scelgono poi le migliori versioni. Questo riporta i brani registrati la potenzialità e l’effettivo suono della performance dal vivo.  

 

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