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Il jazz che si sposa con il Mediterraneo e con le tradizioni locali lasciando entrare la musica rock. In questo modo potremmo riassumere l’essenza di TEJU disco d’esordio del chitarrista Filippo Loi, con la partecipazione di Carlo Bavetta al contrabbasso e Lorenzo Attanasio alla batteria, in uscita il 21 settembre 2022 per l’etichetta Emme Record Label. Il trio, che si è formato attraverso la frequentazione del conservatorio di Milano, è nato dall’esigenza di suonare un repertorio originale composto durante il 2020 durante i lunghi mesi di lockdown. Per questo motivo le composizioni partono proprio dalla cultura tradizionale della Sardegna, terra d’origine del compositore e attraversando il mediterraneo, si lasciano influenzare dal rock, dalla tradizione musicale europea e dalle sonorità metropolitane del jazz moderno statunitense. Le radici dei componenti della band si intrecciano in un mix di sonorità di diverse estrazioni, sfociando in un repertorio originale che spazia tra ritmi incalzanti dalle tinte rock, musica minimale e tradizioni che provengono dall’entroterra di un paese affascinante e per certi versi mistico. Il senso melodico, che si alterna ai momenti più dinamici, è senza dubbio uno dei tratti distintivi di questa band che si distingue per una molteplicità di forme e colori.

Tra le composizioni più rappresentative del disco citiamo innanzitutto Nothing to see, un brano dalle dinamiche forti il cui tema è reso aggressivo dal groove veloce e articolato della batteria, dall’ utilizzo delle elettroniche per la chitarra e dal tema sincopato eseguito all’ unisonò con il contrabbasso. Teju, ovvero la title track del disco, si apre con un tributo alla sonata bwv 1001 per violino solo di Bach che ha inspirato il riff principale. Il brano trae spunto dal nome di una nenia funebre che sopravvive nel centro della Sardegna da tempi antichissimi e rappresenta una soluzione di continuità con la tradizione. Anninnia, è la ninna nanna musicale sarda: fondamentale per educare i giovani alla musica, è caratterizzata da una melodia semplice, facilmente memorizzabile e priva di virtuosismi così da agevolare i piccoli all’apprendimento delle loro prime note. Green Horizon ha invece un ritmo lento dalla forte influenza black. Composto dopo la partecipazione ai movimenti giovanili per il climate change rappresenta una riflessione sulle classi dirigenti ancora lontane dalla preoccupazione reale dei milioni di giovani in tutto il mondo mobilitati per il futuro del pianeta.

Schermata 2022-09-20 alle 17.24.40