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Un viaggio nella tradizione americana del Free Jazz e un omaggio ai grandi spiriti di Ornette Coleman e Paul Motian. Si presenta così The Best Things in Life are Free, nuovo disco della band Stefano Battaglia Sandards Quartet che esce il 4 ottobre 2021 per l’etichetta Emme Record Label. Oltre al contrabbassista e leader di questo progetto hanno preso parte a questa nuova avventura alcuni tra i più interessanti e stimati jazzisti della scena europea: il sassofonista tenore Marcello Allulli (Roberto Gatto, Maria Pia De Vito, Kenny Wheeler), il sassofonista alto Daniele Germani (George Garzone, Leo Genovese, Dave Kikoski), il batterista Marco Valeri (George Garzone, Francesco Cafiso, Enrico Pieranunzi). Un lavoro, dunque, dedicato ad alcune delle figure chiave della storia del jazz che tra la fine degli anni ‘50 e l’inizio degli anni ’60 hanno aperto la strada a questo genere.

Tra i brani più rappresentativi che la band ha suonato e registrato in questo disco troviamo What reason could I give; una delle composizioni più affascinanti di Ornette Coleman, un corale a tre voci nel quale è lasciato ampio spazio ad una ritmica che lascia immaginare paesaggi onirici e mondi sonori all’avanguardia. Broad Way Blues è anch’esso uno dei cavalli di battaglia di Ornette Coleman, che non ha certamente bisogno di presentazioni. Nonostante il titolo, il brano presenta una struttura completamente diversa rispetto a quella del blues, la melodia si muove su diversi centri tonali, per poi sfociare nell’improvvisazione free. Dance è invece un brano storico di Paul Motian in cui la melodia suonata all’unisono senza accordi è onirica, si fa sempre più incalzante creando una tensione che cresce ed esplode nel finale. Uno dei più bei capitoli del minimalismo jazz, nel quale il silenzio e gli spazi hanno la stessa valenza delle note suonate.

 

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Stefano Battaglia Standards Quartet: The Best Things in Life are Free | Disco