Un progetto che fonde diversi linguaggi, che rompe le barriere e che unisce il jazz con l’elettronica e la musica etnica. Si presenta così Whales, opera prima dei Mistura pubblicata dall’etichetta Emme Record Label il 7 febbraio 2019. La band è composta da Valerio Marchetti alla chitarra, Lorenzo Fontana al sax, flauti e voce, Gabriele Manzi, al pianoforte e tastiere, Neney Santos, alle percussioni e voce e Tiziano Ribiscini, al djset, elettronica e didgeridoo. Il disco racchiude nel suo DNA diverse anime e prima di tutto rende omaggio a quei compositori della storia del jazz che nella loro storia hanno dato vita a nuovi linguaggi. Artisti quali Miles Davis, John Coltrane, Wayne Shorter ed Herbie Hancock sono per i Mistura delle vere fonti di ispirazione proprio perché durante il loro cammino hanno sempre esplorato nuovi territori unendo, fondendo e rimescolando le carte in tavola. Non a caso i Mistura partono dal linguaggio del jazz, per fonderlo con la musica elettronica, utilizzando strumenti etnici e generando allo stesso tempo commistioni sonore particolari e suggestive. L’intento è proprio quello di incuriosire e di “incuriosirsi” sfruttando al massimo le nuove possibilità date dalle nuove tecnologie che sposano la tradizione e i suoni contemporanei.

Il disco si apre con una rivisitazione di In a Silent Way, celebre composizione di Miles Davis considerata oggi una vera e propria pietra miliare della storia del jazz. Grazie all’utilizzo del didgeridoo e del sassofono il brano acquista una luce diversa, stringe la mano alla musica etnica e partendo dall’idea del grande trombettista originario dell’Illinois, apre la strada anche all’elettronica. Whales, title track dell’album, è un brano minimale e contemplativo: un inno alla libertà di espressione dedicato anch’esso alla musica del grande Miles. Mistura è invece una composizione ricca di contaminazioni dal carattere orientaleggiante, anche perché scritto durante un viaggio negli Emirati Arabi: una track che ben rappresenta il mix culturale ed espressivo che fa parte dalla band. Head Hunters, invece, oltre ad essere un evidente omaggio al celebre disco di Herbie Hancock rappresenta in modo allegorico ed ironico la gioia di vivere e di lasciarsi andare. Il brano, infatti, racconta a suon di note la storia di un gruppo di tagliatori di teste che in contrasto con un’altra tribù muovono sul piede di guerra. Durante il viaggio, però, all’interno della giungla scoprono una sorta di paradiso terrestre e si dimenticano dei loro progetti bellicosi per lasciarsi andare. Un’ulteriore allegoria della libertà espressiva che fa parte dell’essenza dei Mistura, quintetto dallo spiccato senso di ricerca sonora che unisce e rimescola le carte in tavola con disinvoltura.

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JAZZ IN FAMILY
Passaggio radio – puntata 7 marzo 2019