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Un approccio che unisce la ricerca sonora, la spontaneità del jazz con le molteplici possibilità dell’elettronica. Questi sono i tratti distintivi di “What If“, disco d’esordio dei No:Fly, in uscita lunedì 17 giugno per l’etichetta Emme Record Label. Chitarre distorte e glitch, linee di contrabbasso liriche, eleganti fraseggi pianistici e un drumming metronomico e sperimentale disegnano traiettorie sonore mutevoli, influenzate tanto dalla vivace scena elettronica britannica quanto dalla nuova ondata del jazz newyorchese. La continua manipolazione di ritmo e melodia genera un dialogo dinamico tra i quattro musicisti: Luca Di Nisio alla chitarra elettrica ed effetti, Fabiano Di Dio al pianoforte e sintetizzatori, Bruno Graziosi al contrabbasso e Luca Di Muzio alla batteria. La profonda interazione tra i quattro si riflette in ogni esecuzione, contesa tra spigolosità e passaggi interlocutori dalla notevole forza evocativa.

Inoltre, in questo primo disco spicca la presenza di un quinto elemento presente in due tracce: Gianluca Caporale, noto sassofonista tenore abruzzese. “What If” si sviluppa attraverso un percorso radicato nel jazz contemporaneo, dove l’utilizzo dell’elettronica insieme a strumenti acustici (suonati anche nella maniera classica, come il contrabbasso con archetto, o creativa) crea un sound sperimentale a cavallo tra generi anche molto lontani come la musica classica, il post-rock o il free jazz. Il disco porta con sé la crescita artistica avvenuta in tre anni del quartetto, ma anche gli avvenimenti storici degli ultimi anni.

Tre tracce che identificano le varie sfaccettature del sound del quartetto sono sicuramente “Das Model”, arrangiamento del famoso brano dei Kraftwerk, destrutturato e trasformato in una versione che esplora mondi come il free jazz, ma anche il contemporary jazz e il post-rock, attraverso cambi di stile ed atmosfere tetre.
“Aphelium”, uno dei brani con l’ospite Gianluca Caporale, mette in evidenza la natura più jazz e contemporanea del quartetto, evolvendosi in mutevoli crescendo “epici” tipici del progressive. L’ultimo di questi crescendo, avvolto da un synth che gradualmente lo sovrasta, introduce l’ultima traccia.
“No-Fly Zone”, traccia quasi totalmente elettronica, contiene strumenti acustici come il contrabbasso con archetto e percussioni, oltre alla chitarra con effetti che espone il tema principale. Il tema è introdotto da un famoso discorso storico, distorto e destrutturato, uno dei vari speeches modificati presenti nel disco e utilizzati come colore e tessitura sonora.