Un progetto che fonde il jazz con la musica progressive anni ‘70, passando per sonorità latine, per la musica elettronica ed il sound tipico delle big band. Si presenta così Fusion Rebirth, primo disco del quartetto Ozone Park, pubblicato nel settembre del 2017 dall’etichetta Emme Record Label. La formazione è composta da quattro talentuosi musicisti sardi quali Giuseppe Chironi (piano, E-bass, Clavi, Organs, Rhodes, Synyhetizers), Alessandro Masala (Drums), Davide Nicola Buzzo (Saxophone & EWI), Gianluca Cossu (Congas, Timbales, Vibraphone). Il disco si presenta come una fusione di stili, tra energici groove di basso e batteria, soli infuocati e fraseggi dinamici che fondono l’armonia del jazz con la potenza del rock e la dinamica della musica progressive. Un viaggio a ritroso, dunque, verso sonorità ancora attuali e verso un genere che grazie a questo quartetto di polistrumentisti acquista nuova linfa vitale. Non a caso la band è nata nel 2016 durante un viaggio a New York, proprio all’interno dell’Ozone Park, location situata nei pressi della Grande Mela e lontana dalle mete turistiche più gettonate. Dopo un estenuante week end caratterizzato da lunghi studi all’interno di un importante seminario jazz, il quartetto, durante una pausa, improvvisò le prime melodie.

Da questo incontro nacque la prima composizione del disco, Bocius, attraverso la quale i quattro musicisti si sono confrontati per la prima volta. Il risultato immediato è stato un disco di otto tracce dove troviamo Fusion Rebirth, title track contraddistinta da un groove incandescente, dal virtuosismo dell’organo e da un interplay che dà ampio risalto al lavoro collettivo. Kimberly Dreams è invece una composizione dal carattere onirico caratterizzata inizialmente da una melodia minimale che in un secondo momento passa al linguaggio della bossa nova e infine in un’improvvisazione energica tipica del linguaggio rock. Niño de Cuba, comincia con una ritmica funk jazz, si avvicina alla musica cubana per poi esplodere anch’essa nel progressive. Blue Glass è, invece, una track che grazie al sax e al pianoforte si avvicina alla musica nera, al sound delle big band americane, per poi tornare anch’essa nel territorio del rock progressive con una potente improvvisazione.

In sintesi, Fusion Rebirth è un disco ricco di spunti, caratterizzato da un’anima fusion in cui confluiscono diversi linguaggi e diversi modi di intendere la musica. Un contesto imprevedibile, dove un solo di pianoforte o di sassofono può precedere l’ingresso di un groove incandescente o di una ritmica infuocata. Ed è proprio questo il modo in cui gli Ozone Park si divertono a rompere gli schemi creandone di nuovi con inventiva, passione e tanto entusiasmo.

Line-Up

Giuseppe Chironi (piano, E-bass, Clavi, Organs, Rhodes, Synyhetizers)

Alessandro Masala (Drums)

Davide Nicola Buzzo (Saxophone & EWI)

Gianluca Cossu (Congas, Timbales, Vibraphone)

 

Ozone Park

 

XTM.IT
Ozone Park: la rinascita della fusion

 

ALLABOUJAZZ.COM
Il nuovo album degli Ozone Park

 

ITALIAINJAZZ.IT
Recensione “Fusion Rebirth” di “Ozone Park”

 

JAZZAGENDA.IT
Beppe Chironi parla degli Ozone Park: “un tuffo negli anni ’70 tra diverse influenze”

 

JAZZITALIA.NET
Recensione “Fusion Rebirth” di “Ozone Park”

 

IGNORARTE.COM
Musica – Ozone Park