Un progetto moderno, dinamico, che fonde la tradizione con il linguaggio del jazz contemporaneo dando spazio all’improvvisazione e all’estro dei singoli. Queste la caratteristiche di Clinamen primo lavoro solista del sassofonista partenopeo Pietro Santangelo uscito il 17 novembre per l’etichetta Emme Record Label. Il disco si presenta come una commistione di stili che muove i passi da sonorità nordamericane, passando per composizioni minimali e riflessive di marcata provenienza mediterranea. Clinamen incarna consapevolmente la scelta di rappresentare un lato intimo e meditativo che non può trovare spazio in formazioni più complesse quali gli Slivovitz, di cui Santangelo è membro fondatore e fecondo compositore. Da qui la scelta dei musicisti che hanno partecipato alla realizzazione del disco, ovvero Vincenzo Lamagna al Contrabasso e Salvatore Rainone alla batteria, che grazie ad una collaborazione solida e duratura esaltano le doti solistiche e compositive di Santangelo, evidenziate dall’assenza di alcuna texture armonica. Attivo dal vivo da 5 anni, il trio spazia tra composizioni originali di Santangelo e brani di estrazione jazzistica, sempre nel solco della musica etnica sia afroamericana che mediterranea ed esteuropea. Nel repertorio sono evidenti echi di compositori come John Zorn, John Coltrane, Yusef Lateef, Charles Lloyd. L’adorazione totale per Frank Zappa rende il percorso sonoro del trio marcatamente eclettico.

Il disco inizia con Polaris il cui tema emerge, semplice, da una massa elettracustica indistinta, prima di dare ampio spazio al fraseggio nitido e diretto di Santangelo. Base per l’improvvisazione, è una batteria potente e ricca di figurazioni ritmiche che non dà punti di riferimento, e detta i tempi evolutivi della trance improvvisativa prima di fare ritorno al tema iniziale. Psicomagia è invece un brano dal sapore onirico dove fin dalle prime note il rumore si mescola alla musica e dove il sassofono disegna melodie minimali, rarefatte tese e sospese nell’alchimia costruita insieme agli altri strumenti. Clinamen, title track dell’album, è senza dubbio la composizione che sintetizza al meglio le caratteristiche del trio: le note sinuose del sax aprono il sipario sposandosi alla perfezione con basso e batteria per poi diventare sempre più forti e presenti in un vero e proprio tuffo verso la folk song dai toni afroamericani, prima di ritornare al disteso tema iniziale. The Idiot Bastard Son, invece, è un brano di Frank Zappa nel quale il suono delle elaborazioni elettracustiche che fin dall’inizio del disco hanno collegato timbricamente i vari brani, assume il ruolo di quarto elemento dialogante al centro dell’improvvisazione.

Una rivisitazione interessante perfettamente in linea con un linguaggio ben codificato dove la tecnica è al servizio dell’interplay e dove ogni nota è sempre al posto giusto.

PS3 – Pietro Santangelo Trio

Vincenzo Lamagna: Contrabasso
Salvatore Rainone: Batteria
Pietro Santangelo: Sassofoni

Il CLINAMEN (in latino “deviazione”)  è un concetto della filosofia Epicurea, trattato da Lucrezio nel “de Rerum Natura” . Esso rappresenta la deviazione spontanea e casuale degli atomi dalla traiettoria rettilinea che connette la materia alla terra attraverso la gravità, nel loro moto di caduta attraverso il vuoto. “Nella loro caduta gli atomi collidono, non già per le differenze di peso, ma grazie al clinamen. Il CLINAMEN è la ragione della collisione, è il modo con cui gli atomi si mettono in relazione gli uni con gli altri” (G. Deleuze). Una forza naturale, quindi, insita nella materia, i cui risvolti morali giustificano la “volontà sottratta al fato” cioè la libertà accordata a tutta la materia, sia inerte che vivente. Nel pianificare un lavoro artistico così intimo e personale ho trovato logico circondarmi di due musicisti come Salvatore e Vincenzo con i quali il livello di comunicazione durante le performance è completamente intuitivo e libero. Parafrasando Deleuze, il CLINAMEN è la ragione dell’interazione durante l’improvvisazione. è il modo con cui i musicisti si mettono in relazione tra loro nella gestione del brano.